Come e perché installare Linux e farsi crescere la barba.

Non sono un abassador, Canonical non mi paga. Non sono un fanatico né un fanboy. Non penso che tu debba necessariamente installare Linux, per me puoi continuare a farti f***ere da Microsoft quanto vuoi e per quanto tempo vuoi. Non è nel mio interesse convincerti. Ma se investi una decina di minuti del tuo tempo a leggere, magari a fine giornata sarai un po’ più paranoico e (spero) un po’ meno inconsapevole di quello che stai facendo.

La mia esperienza

Voglio solo raccontarti come ho vissuto il passaggio e perché mi sono deciso. Non ho altre mire se non quella di spiegarti, tra un po’, come fare ad installare Linux minimizzando la possibilità di mal di testa e bestemmioni.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…

Ho acceso il mio primo PC alla tenera età di 10/11 anni. Appartengo alla generazione che ha vissuto il passaggio delle tecnologie dell’interazione dal televideo al personal computer. Quando ero alle scuole medie, complice anche la mia estrazione da pura periferia dei Campi Flegrei, ero l’unico a possedere un “cascione”: un meraviglioso e fantastico 486 con su installato MS-DOS. Potevo giocare ad Alley Cat e utilizzare meravigliosi floppy da 5.25′ (che, peraltro, non ho mai utilizzato). Non aveva un pulsante d’accensione ma una dannata leva meccanica, rossa e imponente.

Da quel giorno, fino a qualche anno fa, sono sempre stato un utente Microsoft. Me li sono vissuti tutti, a partire da Windows 3.1 sul PC di mio zio. Ed adesso lavoro su un Asus Zenbook con dual boot, con su Ubuntu e Windows 10.1.

Cosa è successo?

Ero nel mio vecchio appartamento, un monolocale allargato in un quartiere popolare di Napoli. Il tavolo su cui cenavo era lo stesso su cui lavoravo. Potevo cucinarmi un piatto di pasta senza alzarmi, semplicemente girando la sedia e saltando i contorni nella padella. Una sera, senza mettere il pc in standby, mi giro e il mio sguardo cade sul router. Lucine che sbrilluccicavano ad intermittenza irregolare. Decido di fare un esperimento: scollego tutti i dispositivi dal wi-fi (web-tv, cellulari, altri pc), lasciando solo il mio pc (con Windows 10) collegato alla rete. Le lucine continuano a brillare con insistenza. Ok, lo so, è ininfluente, ma io ti sto raccontando cosa mi è successo a livello emotivo, non giudicarmi.

Mi chiedo, quindi “che c***o di dati starà inviando?”. Paranoia a livelli massimi, spengo il pc e le lucine del router iniziano a brillare molto più lentamente. Riaccendo e scopro che, di default Windows invia informazioni ai vari datacenter della Microsoft e quindi mi chiedo:

Ma se ho pagato questo PC e la licenza di Windows, ne sono io il proprietario?

E se la risposta è affermativa, potrò decidere io se e quali informazioni inviare a Microsoft? La risposta, amici, è un sonoro e perentorio no. Non posso decidere io cosa inviare, non posso decidere io se inviare e, ammesso che riesca a trovare uno switch nascostissimo in una impostazione di un secondo menù formattato con caratteri a 10pt in colorazione bianco scuro su bianco chiaro, non posso averne la sicurezza perché, di fatto, non posso modificarne né leggere il codice sorgente.

Brutta storia no? E’ una questione di big money, ragazzo, sei tu contro una multinazionale del terrore, tra le più ricche e potenti al mondo. Fattene una ragione: non sei una sua priorità, sei solo un suo cliente.

Il passaggio da Windows a Linux

Ok, non è stato facile. Ci ho dovuto pensare, significava per me abbandonare tutto ciò che avevo imparato negli anni, in termini di efficienza e velocità di utilizzo; andare incontro a delle sostanziali modifiche di metodo nell’utilizzo del computer; dovermi abituare ad altri software e prendere in considerazione la possibilità di switchare di continuo tra i due sistemi operativi. L’ho detto già che non è stato facile? Inoltre, non secondario, per quanto molto spesso avevo avuto a che fare con un numero incalcolabile di Raspberry PI, non avevo mai utilizzato Linux sul mio computer principale, per quanto mi incuriosisse già da tempo.

Non ultimo, non sapevo assolutamente da dove iniziare.

Come installare Linux, passo passo

Ed eccoci quindi al punto principale di questo articolo. Proverò a guidarti passo passo dalla scelta della tua prima distribuzione del sistema operativo Linux Based al download, fino all’installazione e alle prime customizzazioni. Ti assicuro che è meno difficile di quanto tu possa pensare. Devi essere solo pronto a cambiare alcune delle tue abitudini, in funzione di una maggiore libertà. Scegliere di abbandonare Microsoft o Apple è un gesto anche di natura politica. E non puoi far finta che non sia così.

Qual è la migliore distribuzione di Linux?

Non c’è una risposta valida per tutti. Io ho iniziato completamente a caso, con Ubuntu. La consiglio anche a te, in effetti. L’ho trovata da subito molto versatile e facile da usare. Prima però devo spiegarti una cosa, altrimenti impazzirai come sono impazzito io.

Debian, Arch, Fedora, Gentoo sono distribuzioni. Non vado giù nel tecnico, ma considerale come i primi abitanti del mondo di Game of Thrones. Gli Andali, i Primi Uomini, i Figli della Foresta. Sono tutte composte da esseri umanoidi, ognuna con delle caratteristiche e delle inclinazioni che provengono dal loro passato. Parlano lingue diverse, hanno costumi diversi. Abitano solo lo stesso pianeta.

Ubuntu, RedHat, Rosa, Chrome OS sono le prime famiglie. Non è che se urli “dracarys” succeda qualcosa, ma il concetto è simile. Sono i primi Targaryen, i primi Starks. Tutti vengono da lì. Iniziano però ad essere diversi, utilizzano dei dialetti, alcuni preferiscono i cavalli mentre altri invece hanno investito tutta la loro storia nello sviluppo della navigazione.

Kubuntu, Lubuntu, Raspbian Pixel sono invece gli innumerevoli cugini, zii, figli, figliastri, nipoti e via così fino alle migliaia di migliaia di gradi di lontananza. Hanno origini simili ma se li vedi vicini sembrano non appartenere neanche alla stessa razza.

Chi è il migliore, tra i personaggi di Game of Thrones? Dipende da che tipo sei. Io preferisco Arya ed il Mastino, magari tu sei un fan dei Tyrell, cosa c’è di giusto o sbagliato?

In ogni caso, come dicevo prima, per iniziare vai sul sicuro:

Scarica Ubuntu e non preoccuparti

Ti spiego, citando la risorsa ufficiale il perchè:

Ubuntu è gratis. Lo è da sempre e lo sarà per sempre, in tutte le sue componenti: sistema operativo, aggiornamenti di sicurezza e spazio per le applicazioni.

Ubuntu è veloce da caricare, facile da usare, disponibile in molte lingue e accessibile a tutti.

Le applicazioni di Ubuntu sono libere e open source – così le potete condividere con chiunque vogliate, tutte le volte che volete.

Ubuntu ha un supporto completo e tutti i tipi di servizi in tutto il mondo.

Beh, mica roba da poco. Mi starai per chiedere “Ma anche Windows 10.1 è gratis!” ed io, cortesemente, ti chiedo di aspettare un prossimo articolo in cui ti spiego perché Windows e OSX non sono affatto gratis anche se lo sembrano.

Ovviamente scegli la versione a 32bit o a 64bit, a seconda del tipo di processore che utilizzi. E bada a selezionare Desktop dal terzo menù a tendina.

Fatto ciò ti troverai un file di archivio che dovrai estrarre (probabilmente in formato .tar.gz o in .rar). Non ti aspettare una guida su questo…

Ho scaricato Ubuntu, ed ora?

Ora dobbiamo creare una Live Usb della nostra installazione, verificare che tutto funzioni nel modo giusto e poi, finalmente, installare. Sembra un processo lungo, in realtà è questione di una ventina di minuti.

Live Usb su Windows

Come primo step bisogna installare Win32 Disk Imager: è un piccolo tool che permette di burnare un file .iso o .img su una penna USB.

Una volta installato e avviato, ti troverai di fronte ad una finestra come questa:

Sembra di essere nel pieno degli anni 80 eh?

Clicca sull’iconcina della cartella e scegli il file .iso che hai appena scaricato. Dal menù a tendina in alto a destra scegli il device (la penna USB) che hai scelto e poi clicca su Write in basso. Aspetta un po’ ed hai completato questa fase.

Ora riavvia il PC senza togliere la penna USB avendo cura di entrare nel BIOS disattiva il fastboot e setta l’ordine di boot in modo che la pennetta abbia priorità sugli altri dischi: cerca su Google come si fa per il tuo modello di PC. Riavvia e stai pronto a vedere la magia.

Live Usb su OSX

Fai prima un check. Se ti trovi un file .iso devi prima convertirlo in .img.

Per fare ciò apri il Terminale (si, c’è anche su OSX). Apri Spotlight e scrivi Terminale. Ti troverai una finestra a fondo bianco. Abituati perché su Linux la utilizzerai parecchio.

Spostati il file .iso in una cartella raggiungibile e scrivi nel terminale:

hdiutil convert -format UDRW -o ~/cartella_di_destinazione/ubuntu.img ~/cartella_dove_si_trova/ubuntu.iso

Aspetta un po’ e ti troverai un file .iso pronto per essere burnato.

Fatto ciò non chiudere il terminale, togli la penna USB e scrivi

diskutil list

Avrai la lista dei dischi attualmente montati sul tuo Mac.

Inserisci la penna USB, aspetta che venga letta e formattala tramite l’utility Disco di OSX (penso che questo tu lo sappia già fare). Dopodichè riscrivi lo stesso comando di prima nel terminale. Prendi nota del nome del dispositivo. Sarà qualcosa tipo /dev/sdX.

Stai molto attento a questo passaggio perché rischi di sovrascriverti l’hard disk e perdere tutti i dati.

Sempre dal terminale, smonta la pennetta con

diskutil unmountDisk /dev/sdX

Dove ovviamente sdX è il nome del dispositivo che hai identificato prima.

Infine, sempre da terminale, scrivi questo, avendo cura come al solito di modificare sdX con il nome giusto del dispositivo:

sudo dd if=/cartella_dove_si_trova_il_file_img/ubuntu.img of=/dev/sdX bs=1m

Ti verrà chiesta la password del tuo Mac. Scrivila e non preoccuparti se non vedi output, è tutto normale. Dopo qualche minuto (anche una decina) il cursore ricomincerà a lampeggiare.

Lascia la penna nella USB e riavvia il pc. Durante l’avvio premi alt/option e seleziona il dispositivo USB.

Prova Linux Live, senza installare nulla

Ti troverai di fronte ad un menù in cui potrai scegliere di provare Linux in maniera Live senza installare nulla. In qualche secondo si avvierà e potrai testare se il tuo hardware è compatibile con questa versione di Ubuntu. Prova a collegarti ad internet, guarda qualche video su Youtube, ascolta un po’ di musica. Inizia a prendere confidenza con la dash e la barra dei menù. Prima di procedere all’installazione, cliccando l’icona che trovi sul desktop, testa tutte le funzionalità che ti interessano. Questo ti permette di essere sicuro che, dopo tu non possa lamentarti di nulla. Ad oggi non mi è mai capitato che qualcosa non funzionasse in una live. Alcune schede grafiche fanno le bizze, ma in genere c’è sempre una soluzione. Ubuntu vanta una community fortemente devota alla divulgazione. Non a caso ti sto scrivendo questa guida.

Installa. Installa. Installa.

Dopo aver verificato le funzionalità del tuo hardware clicca sull’icona che trovi sul desktop e segui le istruzioni a video. Puoi scegliere la lingua, quindi si tratta solo di leggere ciò che è scritto e scegliere cosa vuoi fare.

Vuoi formattare tutto e installare solo Linux? O vuoi installarlo side-by-side ad un altro sistema operativo? Scegli tu. La filosofia di Linux si basa fortemente sulla libertà di scelta da parte dell’utente e, qualsiasi cosa tu voglia fare col tuo PC, va bene.

Ti consiglio di collegare il PC o il Mac alla corrente, durante l’installazione, e di scaricare gli aggiornamenti ed i driver di terze parti durante questa fase.

Ti verrà chiesta una password. Considera che la utilizzerai spessissimo quindi dovrà essere qualcosa che riesci a ricordare. Non usare una password cortissima ma non metterci dentro neanche duecento caratteri.

Incrocia le dita e prenditi una pausa, mentre Linux viene installato.

Prova, sbaglia, riprova.

Riavvia il tuo dispositivo, togli la penna USB e scegli Linux. Avrai di fronte a te una schermata simile:

Questa l’ho presa direttamente dal sito ufficiale di Ubuntu. Vi voglio bene, ragazzi!

Inserisci la password ed inizia ad usarlo. Ti sarai accorto, soprattutto se vieni da Windows, che il tempo di caricamento è più che dimezzato. E’ solo la prima delle innumerevoli cose che ti sembreranno appartenere ad un altro pianeta.

Hai fatto il primo passo per farti crescere la barba, sei quasi un bambino grande ora.

Le prime cose da fare dopo aver installato Ubuntu

Mica è semplice. Ti faccio questa domanda: tu cosa vorresti facesse il tuo PC? Oppure: come vorresti che fosse?

Ti rispondo da ora: lo puoi fare. Che sia un sistema che ti faccia partire un white noise di sottofondo in cuffia quando c’è confusione, un backup pianificato su un hard disk esterno in rete, un’operazione da svolgere ogni giovedì alle sette e mezza solo quando non stai giocando online o sniffare i pacchetti dei dispositivi connessi alla tua rete… non cambia nulla. Decidi tu.

Scriverò un articolo sulle operazioni più comuni da effettuare da terminale. Ti parlerò della magia che si nasconde dietro aptitude e come d’ora in poi potrai installare programmi semplicemente scrivendo qualche comando, tanto per iniziare.

Intanto inizia a pensare al tuo PC come uno strumento. E in quanto tale devi essere tu a definirle il suo utilizzo.